Questi suoni sono stati generati dall’attività cerebrale di un individuo durante il sonno e sono stati estratti da una traccia più lunga prodotta nel corso di una performance tenutasi negli spazi di Marsèlleria a Milano, nell’aprile del 2016, per la mia mostra personale “Sparkling Matter.” La performance è stata appunto un esperimento sulla traduzione in armonie dell’attività elettrochimica del cervello durante le fasi del sonno. Le frequenze sono state catturate attraverso un encefalogramma e, in tempo reale, elaborate via software e così trasformate in armonie udibili. L’estratto fa riferimento al momento che inizia subito prima della fase REM, durante la quale nascono i sogni e in cui l’attività cerebrale raggiunge i picchi d’intensità più elevati, per poi continuare nella fase uno, verso il sopore. La natura di questi suoni emerge dal legame indissolubile tra un soggetto umano e una struttura digitale. Gli stati di coscienza “altri” che attraversiamo durante il sonno, la loro mistica dell’inconoscibile, sono la parte umana e organica di questi suoni, ne manifestano l’attività attraverso gli impulsi elettrochimici e nel loro continuo mutare, secondo le caratteristiche delle fasi del sonno, il comportamento, l’attitudine del contesto onirico. La struttura digitale che compie la trasformazione in suono è voce e successivamente linguaggio di questi stati che sono altresì silenti.