The Infinite Flesh è un bassorilievo digitale, una massa grigio saturo a-dimensionale dai tratti ellenico-digitali.   Si tratta di un Monocromo tendenzialmente sordo e liscio, tranne in qualche punto che concede irregolare nell’economia orografica della superficie scroll. Le ruvidità sembrano forme escrescenti o scavate, ma la loro profondità è illusoria. Se il Monocromo fosse vivo e cosciente, le screziature sul suo corpo sarebbero tagli auto-procurati. Le piaghe riporterebbero alla mente le pratiche di scarificazione, tatuaggio, e impianto epidermico, come a voler imitare il corpo degli esseri umani ai quali, come a lui, non è mai stato sufficiente. Intervenire sull’epidermide del proprio corpo può essere un’azione atta a completare la forma imposta dalla natura al momento della nascita, svelando con un linguaggio non verbale la propria storia personale, oppure può essere volta alla purificazione dai propri demoni e dalle proprie paure: in entrambi i casi la visibilità dell’azione svolta sulla parte più esterna di ciascuno diventa una strategia di nascondimento.