Nel 1672 un incisore francese, Jollain, presenta al mondo un prospetto a volo d'uccello della Nuova Amsterdam. La mappa1 è completamente falsa. É una raffigurazione – forse accidentale – del progetto Manhattan: fantascienza urbana. Al centro dell'immagine appare una città murata indubbiamente europea. Solo il grande numero di centri per il trattamento e immagazzinamento di pelli animali testimonia che la sua ubicazione è nel nuovo mondo. Il paesaggio dell'isola varia dal pianeggiante al montuoso, dal selvaggio al residenziale; il clima sembra alternarsi tra estati mediterranee (al di fuori delle mura vi è una coltivazione di canna da zucchero) e inverni rigidi (da cui la produzione di pelli). Un'Europa utopica, il prodotto di compressione e densità.  L'incisore aggiunge anche “la città è famosa per il suo numero enorme di abitanti…”. È un catalogo di prototipi e precedenti: tutti gli elementi desiderabili che esistono sparpagliati nel Vecchio Mondo sono finalmente uniti in un unico posto, allestiti come un teatro del progresso.

Quando nel 2013 traslocai in un ex palazzo popolare di Lower Manhattan e il freddo cominciava a farsi sentire, dormivo poco a causa delle condizioni simil-desertiche che il radiatore produceva nella mia stanza. L’amministratore del palazzo mi suggerì di coprire il radiatore con un asciugamano e di porvi sopra una ciotola d’acqua. Dormo meglio ora, ma il magazzino di pollame ai piani bassi del palazzo spesso mi sveglia presto la mattina, con il rumore del trascinamento delle catene metalliche – il carrello elevatore che fa la retro – e uomini che urlano. Accendo il mio ventilatore ogni notte, tutto l’anno, in modo tale da coprire questi rumori. Su in cima al quinto piano, non mi accorgo dell’odore di decomposizione dal magazzino di pollame, che ha portato il New York Magazine a definire il mio quartiere come “il più maleodorante isolato di New York”.

Lo scorso autunno il nuovo Building Project Manager del Whitney Musuem mi chiese di girare un video2 per l’addestramento della squadra che avrebbe costruito il sistema di prevenzione e riduzione del rischio alluvione, in caso di cattivo tempo. Progettato in Germania, si tratta di un muro in alluminio alto 15 piedi che può essere montato in poche ore, estendendo l’intera lunghezza del museo su Gansevoort St fino alla zona di carico della 10th Avenue. In piedi, sotto la pioggia, durante la giornata delle riprese, chiesi alla Manager se la previsione di disastri come quelli dei  film come L’alba del giorno dopo di Roland Emmerich fosse mai stata presa in considerazione, e se credeva che le scene tranquille del film A.I. di Steven Spielberg, in cui New York è una città in rovina e mezza sommersa, fossero inevitabili. “Tsunami a parte” disse, “questo ci farà guadagnare molto tempo”. Nel mentre, il Dipartimento di Pianificazione Urbana continua a promuovere e concretizzare senza sosta la riqualificazione e lo sviluppo del lungomare.

Dopo le riprese chiamai i miei genitori al telefono e gli raccontai del mio nuovo lavoro, poiché parlare delle mie attività economiche li rasserena. Come al solito conversammo sulle rispettive situazioni meteorologiche per alcuni minuti e papà scherzò sul fatto di essere contento che avessero mandato su un po’ di pioggia per fare delle prove di inondazione. 

Ciò che è assolutamente banale per loro, produce in me una persistente ansia quotidiana, soprattutto quando mi trovo in una città densa come New York. La loro comprensione del mondo si è formata prima che l’umanità diventasse altamente consapevole del suo impatto ecologico sulla Terra.